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Matteo Renzi e l’idea nuova sulle preferenze

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Tutti a dire che il segretario del Pd Matteo Renzi è sempre stato a favore delle liste bloccate. Da una breve ricerca online sul sito di Repubblica, sembra invece che il cambiamento sia piuttosto recente.

La Repubblica, 4 aprile 2012:

Renzi non rinuncia del tutto però alla ribalta nazionale: «Con Monti non è stata rottamata la politica, ma questi politici. Dopo non è pensabile che si ripresentino le solite facce». E stasera, prima di presentare il suo ultimo libro “Stil Novo», sarà in diretta dal teatro della Pergola ospite di Lilli Gruber a «Otto e mezzo». Una partecipazione-lancio per il libro. E anche l’ occasione per attaccare l’ accordo sulla nuova legge elettorale raggiunto da Bersani. Un accordo che ipotizza metà dei parlamentari eletti dai collegi uninominali e l’ altra metà da liste proporzionali senza preferenze: «Siamo di nuovo alle liste bloccate».

La Repubblica, 5 aprile 2012:

«CANDIDARMI? A cosa mi dovrei candidare se cambia la legge elettorale? C’ è il rischio di non poter scegliere né i parlamentari né il candidato premier con la nuova legge». Il sindaco Matteo Renzi presenta, in un affollatissimo teatro della Pergola, il suo ultimo libro «Stil Novo» edito da Rizzoli (15 euro) e si scaglia contro la nuova legge elettorale. Cioè, per proprietà transitiva, contro il leader del Pd Bersani, protagonista dell’accordo fin qui raggiunto sul post-Porcellum con Casini e Alfano. «Non ci sono più gli schieramenti, il premier dovrebbe nascere da accordi tra le forze politiche. Mentre noi vogliamo una legge che5 minuti dopo lo spoglio consenta di sapere chi è il premier. Senza contare che la metà dei parlamentari dovrebbe essere eletta con liste bloccate. Cambiando la legge si rischia di fare peggio», spiega.

La Repubblica, 29 agosto 2009:

«SI faranno le primarie per scegliere il candidato presidente della Regione», annuncia ad Arezzo il segretario toscano uscente del Pd Andrea Manciulli. Ma nel Pd monta il dissenso per la nuova legge elettorale, frutto di un accordo Pd-Pdl, varata appena un mese fa dalla Regione: sia il segretario fiorentino Giacomo Billi che il segretario metropolitano Simone Naldoni si dichiarano contrari alle «liste bloccate», decise cioè dai partiti e non dagli elettori con il voto di preferenza. «Forse era l’ unica legge possibile in questo consiglio regionale, ma non siamo riusciti a fare un solo passo avanti per avvicinare gli eletti agli elettori», dice per la prima volta il segretario Naldoni. Per anni si è discusso di come cambiare la legge toscana, l’ idea però di istituire dei collegi uninominali provinciali è caduta di fronte alla contrarietà del Pdl. E si è tornati alle liste bloccate senza preferenze. Un «Cinghialum» secondo il sindaco Matteo Renzi, che ha voluto così parafrasare il «Porcellum» di Calderoli. Adesso anche Billi e Naldoni convengono.

Written by skyene

20 gennaio 2014 at 13:59