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il favoloso (?) mondo del giornalismo

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Stop Fnsi, giornalisti chiedono le dimissioni immediate di Franco Siddi e della giunta esecutiva del sindacato

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BsArXE2IEAANe2YDimissioni immediate del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi e di tutti i componenti della giunta esecutiva Fnsi. Lo chiedono i giornalisti e le giornaliste riuniti davanti alla sede della Federazione durante la manifestazione ‪#‎StopFnsi‬ contro l’accordo sul lavoro autonomo – ribattezzato “iniquo compenso” – e il contratto truffa sottoscritti senza alcuna consultazione.
Accordi che legalizzano lo sfruttamento e retribuzione da fame dei giornalisti autonomi e sanciscono per contratto l’esercizio dilettantistico della professione, infliggendo un colpo mortale alla dignità dei lavoratori e alla libertà di stampa.
Durante il sit in, una delegazione dei giornalisti, tessere alla mano, ha fatto irruzione nella sede del sindacato, chiedendo spiegazioni alla giunta riunita. Esprimiamo rammarico per gli attacchi personali che il segretario Siddi continua a rivolgere nei confronti di alcuni colleghi che esprimono dissenso verso le sue scelte.
Ci impegniamo a lottare perché i 120 milioni fondi che il Governo ha annunciato di voler stanziare per le assunzioni nei giornali non siano destinati ai contratti di apprendistato che pongono un limite di età che pregiudica un’intera generazione di precari.

 

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Michel Martone contro l’equo compenso ai giornalisti. Conflitto di interessi?

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Michel Martone è un nome che fino qualche mese fa non diceva niente a nessuno. Poi il 38enne viceministro del lavoro e delle politiche sociali ebbe la brillante idea di dire che se a 28 anni non hai una laurea in tasca sei “uno sfigato”. E così l’Italia si è accorta di lui. Non starò qui a ripetere chi è Martone e come è arrivato dove è arrivato. Di questo è piena la rete.

Però ora su Martone c’è un elemento nuovo. Ieri il viceministro ha fatto la sua seconda uscita pubblica dopo quella degli sfigati. Ha detto che il governo presenterà degli emendamenti al provvedimento sull’equo compenso per i giornalisti precari. Un provvedimento già approvato alla Camera e ora all’esame della commissione lavoro del Senato. Ora, senza addentrarmi nei dettagli tecnici della questione, la frenata è preoccupante. Innanzitutto perché allunga i tempi. Dovessero modificare anche solo una parola, la norma dovrebbe tornare all’esame della Camera.

Comunque, senza tirarla per le lunghe, dopo aver letto la dichiarazione di Martone mi sono ricordata del suo sito di “giornalismo partecipativo”. Dillinger. E sono andata a vedere un po’ meglio di che si tratta. Di seguito qualche breve considerazione.

Uno: nonostante la parola “giornalismo” compaia ovunque, anche nel titolo, la testata non è registrata.

Uno-bis: gli “articoli” inviati dagli utenti sono vagliati da una “redazione” che sceglie i migliori e li mette in home. La presenza di una “redazione” presuppone l’esistenza di un giornale telematico. Ergo, ci sarebbe l’obbligo della registrazione al tribunale. Martone è forse al di sopra della legge?

Due: il sito ha anche dei collaboratori. Sono cinque, almeno quelli indicati nella gerenza. Mi piacerebbe sapere cosa fanno. Scrivono? Inseriscono contenuti? Vengono retribuiti? Domanda cattiva: per loro Martone avrebbe dovuto applicare la legge sull’equo compenso giornalistico, contro cui ha preso posizione?

Tre: esiste una sezione video, “Le video-interviste di Dillinger ai maestri che ci illuminano il cammino”. Anche qui, questi lavori vengono retribuiti? Quanto? O la visibilità e i 5 minuti di gloria sono per Martone&co. una ricompensa sufficiente?

Quattro (e finisco): il nome del sito. John Dillinger era un bandito. Certo, a modo suo un bandito gentiluomo, ma pur sempre un bandito. Rapinatore di banche americano del periodo della grande depressione, raffigurato sempre con un mitra in mano.

Ecco, il fondatore di questo giornale-nongiornale, con un nome così… pulito, con alle spalle una storia personale senza ombre, è un viceministro. Dovrebbe occuparsi di politiche sociali, formazione, occupazione giovanile. Se lo fa ispirandosi a Dillinger, beh, siamo messi veramente bene.

Written by skyene

19 aprile 2012 at 10:07

Perché i “forconi” non mi convincono

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Non mi convince. Il movimento dei forconi non mi convince per niente.

A sentire i telegiornali, a leggere editoriali, commenti e cronache, sembra che questa sia la madre di tutte le proteste.

Ma non è così, gli autotrasportatori non stanno protestando “per l’Italia”. Protestano, come al solito nel nostro paese, per se stessi.

Direte, l’aumento delle accise sulla benzina riguarda tutti, non soltanto i “camionisti”. Vero, ma loro vengono rimborsati.

Se facciamo un passo indietro forse diventa tutto più chiaro: il decreto “salva Italia”, all’articolo 15, ha stabilito un aumento di 112,1 euro per mille litri, portando così la spesa delle accise a 593,20 euro per mille litri. Un aumento che a prima vista rende legittima la protesta se non fosse che la norma aggiunge che, così come avveniva già in passato, l’aumento è rimborsato per il gasolio utilizzato per la marcia di automezzi di peso pari o superiore a 7,5 tonnellate. In questo modo l’accisa resta al valore del 1 gennaio 2003, ossia 403,21 euro per mille litri.

Ecco, detto questo, gli autotrasportatori italiani stanno paralizzando il paese perché vorrebbero essere rimborsati immediatamente e non dopo alcuni mesi, come invece avviene. E a me sembra una polemica pretestuosa. Come quella dei tassisti.

Written by skyene

24 gennaio 2012 at 11:27

Pubblicato su mondi

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Chi era stato esentato dal pagamento ICI nel 1992

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[attenzione, post lungo e tecnico. utile per capire, in termini di legge, che sono più i soggetti esenti che quelli che effettivamente pagano]

Ecco chi è che dal 1 gennaio 1993 ha goduto del privilegio dell’esenzione dal pagamento dell’Ici.

L’articolo 7 del decreto legislativo 504 del 30 dicembre 1992 diceva infatti che “sono esenti dall’imposta:

a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, nonché dai comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 4, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all’articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (NDR, sarebbero: stazioni per servizi di trasporto, terrestri, marittimi e aerei; ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggio, Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche (edicole per giornali e simili, chioschi per bar, per rifornimenti di auto, per sale di aspetto di tranvie, ecc.); Recinti chiusi per speciali esigenze pubbliche (per mercati, per posteggio bestiame, ecc.); Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenze; Fari, semafori, torri per rendere d’uso pubblico l’orologio comunale; fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti; fabbricati e costruzioni nei cimiteri, esclusi i colombari, i sepolcri e le tombe di famiglia; Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E, comprese le discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, quando la loro gestione è senza scopo di lucro);
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5- bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni (NDR, l’articolo in questione dice al comma 1: Non concorrono alla formazione del reddito delle persone fisiche, del reddito delle persone giuridiche e dei redditi assoggettati alla imposta locale sui redditi, ai fini delle relative imposte, i redditi catastali degli immobili totalmente adibiti a sedi, aperte al pubblico, di musei, biblioteche, archivi, cineteche, emeroteche statali, di privati, di enti pubblici, di istituzioni e fondazioni, quando al possessore non derivi alcun reddito dalla utilizzazione dell’immobile. Non concorrono altresì alla formazione dei redditi anzidetti, ai fini delle relative imposte, i redditi catastali dei terreni, parchi e giardini che siano aperti al pubblico o la cui conservazione sia riconosciuta dal Ministero per i beni culturali e ambientali [2] di pubblico interesse. Per fruire del beneficio, gli interessati devono denunciare la mancanza di reddito nei termini e con le modalità di cui all’art. 38, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597);
d) i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.”

Written by skyene

9 dicembre 2011 at 11:00

Pubblicato su mondi

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