BlogNotes

il favoloso (?) mondo del giornalismo

Archive for the ‘politica’ Category

Stop Fnsi, giornalisti chiedono le dimissioni immediate di Franco Siddi e della giunta esecutiva del sindacato

leave a comment »

BsArXE2IEAANe2YDimissioni immediate del segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi e di tutti i componenti della giunta esecutiva Fnsi. Lo chiedono i giornalisti e le giornaliste riuniti davanti alla sede della Federazione durante la manifestazione ‪#‎StopFnsi‬ contro l’accordo sul lavoro autonomo – ribattezzato “iniquo compenso” – e il contratto truffa sottoscritti senza alcuna consultazione.
Accordi che legalizzano lo sfruttamento e retribuzione da fame dei giornalisti autonomi e sanciscono per contratto l’esercizio dilettantistico della professione, infliggendo un colpo mortale alla dignità dei lavoratori e alla libertà di stampa.
Durante il sit in, una delegazione dei giornalisti, tessere alla mano, ha fatto irruzione nella sede del sindacato, chiedendo spiegazioni alla giunta riunita. Esprimiamo rammarico per gli attacchi personali che il segretario Siddi continua a rivolgere nei confronti di alcuni colleghi che esprimono dissenso verso le sue scelte.
Ci impegniamo a lottare perché i 120 milioni fondi che il Governo ha annunciato di voler stanziare per le assunzioni nei giornali non siano destinati ai contratti di apprendistato che pongono un limite di età che pregiudica un’intera generazione di precari.

 

Annunci

Matteo Renzi e l’idea nuova sulle preferenze

leave a comment »

Tutti a dire che il segretario del Pd Matteo Renzi è sempre stato a favore delle liste bloccate. Da una breve ricerca online sul sito di Repubblica, sembra invece che il cambiamento sia piuttosto recente.

La Repubblica, 4 aprile 2012:

Renzi non rinuncia del tutto però alla ribalta nazionale: «Con Monti non è stata rottamata la politica, ma questi politici. Dopo non è pensabile che si ripresentino le solite facce». E stasera, prima di presentare il suo ultimo libro “Stil Novo», sarà in diretta dal teatro della Pergola ospite di Lilli Gruber a «Otto e mezzo». Una partecipazione-lancio per il libro. E anche l’ occasione per attaccare l’ accordo sulla nuova legge elettorale raggiunto da Bersani. Un accordo che ipotizza metà dei parlamentari eletti dai collegi uninominali e l’ altra metà da liste proporzionali senza preferenze: «Siamo di nuovo alle liste bloccate».

La Repubblica, 5 aprile 2012:

«CANDIDARMI? A cosa mi dovrei candidare se cambia la legge elettorale? C’ è il rischio di non poter scegliere né i parlamentari né il candidato premier con la nuova legge». Il sindaco Matteo Renzi presenta, in un affollatissimo teatro della Pergola, il suo ultimo libro «Stil Novo» edito da Rizzoli (15 euro) e si scaglia contro la nuova legge elettorale. Cioè, per proprietà transitiva, contro il leader del Pd Bersani, protagonista dell’accordo fin qui raggiunto sul post-Porcellum con Casini e Alfano. «Non ci sono più gli schieramenti, il premier dovrebbe nascere da accordi tra le forze politiche. Mentre noi vogliamo una legge che5 minuti dopo lo spoglio consenta di sapere chi è il premier. Senza contare che la metà dei parlamentari dovrebbe essere eletta con liste bloccate. Cambiando la legge si rischia di fare peggio», spiega.

La Repubblica, 29 agosto 2009:

«SI faranno le primarie per scegliere il candidato presidente della Regione», annuncia ad Arezzo il segretario toscano uscente del Pd Andrea Manciulli. Ma nel Pd monta il dissenso per la nuova legge elettorale, frutto di un accordo Pd-Pdl, varata appena un mese fa dalla Regione: sia il segretario fiorentino Giacomo Billi che il segretario metropolitano Simone Naldoni si dichiarano contrari alle «liste bloccate», decise cioè dai partiti e non dagli elettori con il voto di preferenza. «Forse era l’ unica legge possibile in questo consiglio regionale, ma non siamo riusciti a fare un solo passo avanti per avvicinare gli eletti agli elettori», dice per la prima volta il segretario Naldoni. Per anni si è discusso di come cambiare la legge toscana, l’ idea però di istituire dei collegi uninominali provinciali è caduta di fronte alla contrarietà del Pdl. E si è tornati alle liste bloccate senza preferenze. Un «Cinghialum» secondo il sindaco Matteo Renzi, che ha voluto così parafrasare il «Porcellum» di Calderoli. Adesso anche Billi e Naldoni convengono.

Written by skyene

20 gennaio 2014 at 13:59

“Won’t you help to sing these songs of freedom?”

leave a comment »

Quest’anno, pecoordinamento giornalisti precari della campaniar la prima volta, passo il primo maggio da lavoratore dipendente. Fino a non troppi mesi fa avevo conosciuto tutte le forme (possibili e impossibili) di lavoro: cococo, cocopro, prestazione occasionale, borsa di studio, ritenuta d’acconto, partita iva, stage, tirocinio, a nero. Ne ho sicuramente dimenticata qualcuna, ma non importa, ci siamo capiti.

Non voglio però parlarvi della giungla dei contratti di lavoro nè di quanto possa essere difficile oggi riuscire a cavarsela. Voglio invece raccontarvi chi sono e perché ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine dei giornalisti della Campania (elenco dei professionisti) che si terranno il prossimo 19 maggio.

Sono convinta che le cose non si cambino soltanto contestandole e arrabbiandosi, ma soprattutto rimboccandosi le maniche e iniziando ad agire in prima persona. Tre anni fa, insieme ad un po’ di amici, abbiamo deciso di creare un gruppo che si occupasse dei giornalisti precari/collaboratori/abusivi. Quelli non tutelati, insomma, quelli che permettono ai giornali di arrivare in edicola ogni giorno. Quelli di cui, fino a quel momento, nessuno si era mai occupato. Sfruttati, mal (o mai) pagati, messi alla porta senza motivo o per far posto ai soliti raccomandati, quelli sottoposti a pressioni e spesso a ricatti.

E’ nato così, il Coordinamento Giornalisti Precari della Campania. La prima cosa che abbiamo fatto, perché ci stava particolarmente a cuore, è stata quella di far conoscere alla gente (convinta sempre di aver a che fare con una casta) e al resto dei giornalisti assunti e tutelati, che c’era un esercito di colleghi pagati anche 3 euro al pezzo. Molti, troppi, sono caduti dalle nuvole. “Ma veramente venite pagati 3 euro?”, ci chiedevano. Eh si, veramente. Quelli fortunati, però. Perché quelli sfortunati lavoravano (e lavorano) gratis. Abbiamo poi realizzato un dossier sui corsi truffa per i giornalisti, che promettevano tessere e retribuzioni fantasma, nel silenzio colpevole dell’Ordine dei Giornalisti, che tre anni fa aveva promesso di consegnare questo nostro dossier alla Procura della Repubblica. Abbiamo scoperto pochi giorni fa che invece l’hanno lasciato a prendere polvere per due anni e consegnato soltanto l’anno scorso, lasciando che molti di quei millantatori continuassero ad ingannare giovani aspiranti giornalisti.

Abbiamo realizzato, attraverso dei questionari anonimi, una fotografia dei collaboratori in Campania. Abbiamo realizzato uno studio sulla presenza dei pensionati all’interno delle redazioni e sulle pagine dei giornali. Abbiamo impedito la nascita di due nuove scuole di giornalismo. Abbiamo denunciato l’assegnazione della direzione della webtv del Comune di Napoli ad un collega pensionato. Abbiamo partecipato alla stesura della Carta di Firenze. Stiamo aprendo, tra mille difficoltà, un bene confiscato ai quartieri Spagnoli, che vogliamo rendere una sorta di “casa del giornalista”. Abbiamo una trasmissione sul precariato in onda ogni lunedì sera su Radio Siani.

Abbiamo raccolto centinaia di firme di denuncia per il vergognoso ricatto fatto dalla dirigenza del quotidiano Il Mattino nei confronti di Amalia De Simone, da cui Caltagirone vorrebbe 50mila euro per colpe palesemente non sue.

Oggi il Coordinamento Giornalisti Precari della Campania ha deciso di fare un passo ulteriore e presentare una sua lista alle elezioni dell’Ordine. Non una vera lista, in realtà, ma un solo rappresentante precario per ognuno dei consigli. E quindi io, Simona Petricciuolo, al consiglio regionale per i professionisti; Ciro Pellegrino al consiglio nazionale per i professionisti; Giuseppe Manzo al consiglio regionale per i pubblicisti; Chiara di Martino al consiglio nazionale per i pubblicisti; Gerardo De Fabrizio ai revisori dei conti per i professionisti. Non ci interessa il potere, non vogliamo occupare tutti i posti disponibili. Ci basta che le istanze dei precari arrivino finalmente lì dove si prendono le decisioni. Ci interessa sederci al tavolo, impedire gli abusi, costringere ai controlli. Abbiamo presentato un programma, costringendo anche gli altri candidati a fare la stessa cosa. Non facciamo promesse ma garantiamo battaglia e finalmente una voce che sia veramente a tutela dei precari.

Vigileremo sull’applicazione della Carta di Firenze, continueremo a fare pressione per l’applicazione della legge 150, ci preoccuperemo che i giornalisti pensionati non rientrino a pieno titolo negli organici redazionali attraverso contratti di consulenza. Chiediamo che venga istituito un elenco degli aspiranti pubblicisti, per consentire un monitoraggio costante del loro lavoro e soprattutto della dovuta retribuzione. Chiediamo che all’interno dei Cdr venga inserito un rappresentante dei giornalisti collaboratori. Vogliamo una regolamentazione delle testate online e soprattutto che nessun giornalista sia più costretto a lavorare gratis o per pochi spiccoli di compenso.

In conclusione, aggiungo due parole su di me, perché se doveste decidere di premiarmi con il vostro voto, è giusto che sappiate chi sono e cosa faccio. Ho iniziato a fare la giornalista a 20 anni, scrivendo di sport per Cronache di Napoli. Nel 2001 ho preso il tesserino di pubblicista ed ho continuato a scrivere per Metrovie, Epolis, Napolipiù, Il Mattino, ho realizzato video per Current, sono stata un po’ in Germania, un po’ in Belgio. Mi sono laureata nel 2005 in Scienze della Comunicazione, laurea vecchio ordinamento, e nel 2006 ho vinto una borsa di studio di un anno all’ufficio stampa della Giunta Provinciale di Napoli. Con la tesi di laurea (un lavoro sulla storia della radio, poi anche pubblicato) ho vinto il premio Siani nel 2006, primo posto insieme a Gomorra di Roberto Saviano. Ho fatto diversi uffici stampa negli anni, qualcuno retribuito regolarmente, qualche altro un po’ meno.

Nel 2007 , mentre collaboravo con Il Mattino, sono stata “punita”, e di fatto cacciata, perché avevo criticato l’operato di alcuni caporedattori. Mi ero ribellata al fatto che i pezzi con notizie in esclusiva non portavano soltanto la mia firma ma anche quella di redattori interni, avevo avuto da ridire sul fatto che spesso mi mandavano a seguire appuntamenti e poi non pubblicavano il pezzo, facendomi quindi buttare giornate di lavoro che non mi sarebbero mai state pagate. Me ne sono andata senza nessun rimpianto, mi sono iscritta al master in giornalismo del Suor Orsola, potendo contare sui soldi della borsa di studio che avevo vinto l’anno prima e che per fortuna avevo messo da parte, e su un’altra borsa di studio vinta durante il master stesso. Sono stata per due anni all’Agi di Napoli, un’esperienza utile sotto tanti punti di vista, grazie alla quale ho capito tante cose e, soprattutto, ho iniziato e continuato questa battaglia di dignità con il Coordinamento.

Oggi lavoro come ufficio stampa per un’azienda molto seria, la Ovale, che mi ha assunto. Continuo comunque a fare la giornalista, occupandomi di video inchieste e di approfondimento, da freelance (ho fatto fortunati reportage per la Rai, per la trasmissione Crash, per Rai Storia, per Rai3). Continuerò, questo posso garantirlo e la mia storia può già testimoniarlo, a lottare per la dignità di questa bellissima professione.

E se la ‘beneficenza’ venisse fatta ai precari?

leave a comment »

Leggo ultimamente di tante persone che vincono cause per diffamazione con i giornali che poi devono tirare fuori montagne di soldi in risarcimento.

L’ultimo caso di una lunga serie è quello, famosissimo, che vede protagonista Sallusti. Pare che la persona che si è sentita diffamata voglia ritirare la querela in cambio di un equo risarcimento. Poi per evitare che si possa pensare a speculazioni di sorta, specifica che la somma sarebbe devoluta a Save the Children.

Prendo la palla al balzo e rilancio: perché questi soldi non li lasciate al giornale obbligandolo ad utilizzarli per l’assunzione di qualche precario?

E’ chiaro che mi rivolgo a quelli che li vogliono dare in beneficenza e non a quelli che intendono incassarli. Mi rivolgo anche a quelli che non ne hanno alcun bisogno per sopravvivere. Vi assicuro, anche questa è beneficenza. Consentireste a un precario dell’informazione di passare da 3 euro al pezzo a uno stipendio per qualche mese.

Allora faccio due appelli concreti: il primo al giudice Giuseppe Cocilovo (anche se ancora non si conosce la cifra, ma è difficile immaginare che sarà bassa), il secondo al notaio Sabatino Santangelo e a sua figlia (che devono avere dal quotidiano La Repubblica 250mila di euro). Adottate qualche giornalista precario, consentitegli di iniziare a lavorare con dignità: in fin dei conti, ci guadagnate anche voi.

Written by skyene

24 settembre 2012 at 16:53