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il favoloso (?) mondo del giornalismo

Michel Martone contro l’equo compenso ai giornalisti. Conflitto di interessi?

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Michel Martone è un nome che fino qualche mese fa non diceva niente a nessuno. Poi il 38enne viceministro del lavoro e delle politiche sociali ebbe la brillante idea di dire che se a 28 anni non hai una laurea in tasca sei “uno sfigato”. E così l’Italia si è accorta di lui. Non starò qui a ripetere chi è Martone e come è arrivato dove è arrivato. Di questo è piena la rete.

Però ora su Martone c’è un elemento nuovo. Ieri il viceministro ha fatto la sua seconda uscita pubblica dopo quella degli sfigati. Ha detto che il governo presenterà degli emendamenti al provvedimento sull’equo compenso per i giornalisti precari. Un provvedimento già approvato alla Camera e ora all’esame della commissione lavoro del Senato. Ora, senza addentrarmi nei dettagli tecnici della questione, la frenata è preoccupante. Innanzitutto perché allunga i tempi. Dovessero modificare anche solo una parola, la norma dovrebbe tornare all’esame della Camera.

Comunque, senza tirarla per le lunghe, dopo aver letto la dichiarazione di Martone mi sono ricordata del suo sito di “giornalismo partecipativo”. Dillinger. E sono andata a vedere un po’ meglio di che si tratta. Di seguito qualche breve considerazione.

Uno: nonostante la parola “giornalismo” compaia ovunque, anche nel titolo, la testata non è registrata.

Uno-bis: gli “articoli” inviati dagli utenti sono vagliati da una “redazione” che sceglie i migliori e li mette in home. La presenza di una “redazione” presuppone l’esistenza di un giornale telematico. Ergo, ci sarebbe l’obbligo della registrazione al tribunale. Martone è forse al di sopra della legge?

Due: il sito ha anche dei collaboratori. Sono cinque, almeno quelli indicati nella gerenza. Mi piacerebbe sapere cosa fanno. Scrivono? Inseriscono contenuti? Vengono retribuiti? Domanda cattiva: per loro Martone avrebbe dovuto applicare la legge sull’equo compenso giornalistico, contro cui ha preso posizione?

Tre: esiste una sezione video, “Le video-interviste di Dillinger ai maestri che ci illuminano il cammino”. Anche qui, questi lavori vengono retribuiti? Quanto? O la visibilità e i 5 minuti di gloria sono per Martone&co. una ricompensa sufficiente?

Quattro (e finisco): il nome del sito. John Dillinger era un bandito. Certo, a modo suo un bandito gentiluomo, ma pur sempre un bandito. Rapinatore di banche americano del periodo della grande depressione, raffigurato sempre con un mitra in mano.

Ecco, il fondatore di questo giornale-nongiornale, con un nome così… pulito, con alle spalle una storia personale senza ombre, è un viceministro. Dovrebbe occuparsi di politiche sociali, formazione, occupazione giovanile. Se lo fa ispirandosi a Dillinger, beh, siamo messi veramente bene.

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Written by skyene

19 aprile 2012 a 10:07

2 Risposte

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  1. cosa si fa per cinque minuti di visibilità del proprio blog? semplice: nominare il viceministro più “attenzionato” dai media scrivendo cose tendenziose, e senza nessun riscontro veritiero.

    Pao

    19 aprile 2012 at 16:15

  2. E quali sarebbero queste cose tendenziose senza nessun riscontro veritiero? Così come l’hai scritto, questo commento sembra quasi una difesa “a priori”. Fammi notare gli errori e poi ne riparliamo.

    skyene

    19 aprile 2012 at 18:33


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