BlogNotes

il favoloso (?) mondo del giornalismo

The Blog Tv, repubblica.it e gli spazi da riempire con il crowdsourcing

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reporterHo aspettato volutamente qualche giorno prima di scrivere questo post. Prima, volevo vedere come si evolveva l’iniziativa e quali risposte avrebbero dato i protagonisti.

Uno dei principali quotidiani italiani, La Repubblica, ha lanciato qualche giorno fa una discutibile iniziativa dal nome altisonante: “Reporter, il crowdsourcing di Repubblica.it”. Di cosa si tratta? Di una sorta di YouReporter in cui cittadini non giornalisti possono inviare dei video che vengono selezionati da una società esterna a Repubblica che si chiama The Blog Tv.

Le polemiche, numerose e immediate, si sono concentrate però sul punto sbagliato, ossia una clausola del contratto che indicava in 5 euro lordi il compenso minimo per la pubblicazione dei video. Una clausola tra l’altro subito cancellata con la scusa dell’errore di pubblicazione di uno schema contrattuale che non era quello definitivo.

Il punto però non è che Repubblica, anzi The Blog Tv, possa pagare un video la bellezza di 5 euro lordi. Il punto è che un grande gruppo editoriale non può occupare spazi di informazione riservati a professionisti con lavori amatoriali. Nessuno ha mai impedito a Repubblica nè a chiunque altro di condividere sul proprio sito i video di YouReporter, YouTube, Vimeo. Gli spazi di partecipazione democratica e libertà di pensiero esistono già nella rete e nessuno ha intenzione di chiuderli.

Ma le testate registrate, i grandi giornali, che offrono informazione professionale, devono utilizzare personale qualificato. Se repubblica.it pubblica i video che The Blog Tv seleziona (tra l’altro scaricando completamente la responsabilità e eventuali spese legali sull’autore del video, che in caso di problemi non avrà tutela nè da repubblica.it nè da The Blog Tv) non sta facendo niente di meglio di quanto fa già YouReporter e soprattutto sta facendo svolgere lavoro giornalistico a chi giornalista non è e probabilmente non ha nessuna intenzione di diventarlo.

Chiudo questa piccola riflessione con una domanda. Mi piacerebbe sapere quanto è costata questa partnership Repubblica – The Blog Tv. Perché con questi soldi, probabilmente, Repubblica poteva fare qualche contratto a dei giornalisti precari videomaker e smetterla di indossare i panni del giornale paladino dei diritti di tutti i precari, eccetto i giornalisti.

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Written by skyene

14 aprile 2012 a 12:38

Pubblicato su journalism

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4 Risposte

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  1. Condivido quanto scrivi, penso però che le scuse non fossero proprio tali, suonavano altezzose (Come avete potuto credere che noi de La Repubblica paghiamo 5 euro a video). Della vicenda dovrebbero occuparsi i vari Gallino, Boeri, Barbara Spinelli, e gli altri che con i loro interessanti interventi accreditano il giornale come progressista sui temi del lavoro.
    Ma il punto fondamentale a mio parere è un altro: oscenità di questo tipo non potranno essere superate fino a quando il mercato dell’editoria giornalistica non verrà liberalizzato, bisogna rompere il sistema garantito dei finanziamenti pubblici. Mettiamoci tutti alla pari (pazienza se qualche testata storica dovesse chiudere), si stabiliscano regole contrattuali chiare, fissando compensi adeguati, e vinca il migliore.
    Se le cose rimangono così come sono, in regime di monopolio, con poche testate che garantiscono una pur remota possibilità di vivere del mestiere giornalistico, è ovvio che continueranno a fare il bello e il cattivo tempo.

    luca romano

    16 aprile 2012 at 15:35

  2. […] background-position: 50% 0px; background-color:#222222; background-repeat : no-repeat; } skyene.wordpress.com – Today, 12:34 […]

  3. Grazie Luca. Hai ragione, le scuse non erano vere scuse, e chissà perché poi gli “errori” vengono fuori solo dopo che qualcuno fa casino… Se The Blog Tv paga altrove 5 euro e video (e non ho difficoltà a crederlo…) chi li ha scelti a Repubblica? E soprattutto, perché? Non avremo risposte, mi sa.

    skyene

    19 aprile 2012 at 10:24

  4. Ciao,
    Per quanto riguarda reporter di repubblica, la “tariffa minima dei 5 euro a video” è stata una dicitura apparsa, per “errore umano”, sul regolamento di reporter.repubblica.it ed eliminata non appena ce ne siamo accorti, come specificato da Staglianò nel suo articolo.

    Le modalità di retribuzione dei video su reporter di repubblica sono di volta in volta espressi sulla piattaforma, sulle singole call for video.

    lvrluca

    19 aprile 2012 at 16:48


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