BlogNotes

il favoloso (?) mondo del giornalismo

La rete ha le sue trappole, il giornalismo le sue armi per combatterle.

leave a comment »

Si fa un gran parlare ultimamente di giornalismo e social network, di come sia cambiata la professione con la crescita, anche in Italia, di questi strumenti. Più di uno, un po’ troppo frettolosamente, ha dichiarato la morte del giornalismo, battuto in tempestività da Twitter.

Certo, è stato così con i terremoti del nord Italia ed è stato così con la morte di Scalfaro, per dire degli ultimi due episodi che mi vengono in mente.

Però c’è un fatto. Il giornalismo ha un obbligo che un utente di Twitter non ha: quello della verifica. Se io sono davanti al computer e sento il palazzo che balla sotto i miei piedi, posso anche scrivere immediatamente “il terremoto!”. Ma se sono in redazione, prima di rilanciare la notizia, devo controllare almeno sul sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’Ingv. Potrebbe trattarsi di qualcos’altro, oltre che di una scossa…

Insomma, comunque non è che volevo star qui a parlare di cose passate. Tutta questa premessa era per commentare una cosa che è successa oggi.

C’è su twitter un profilo fake di Nichi Vendola. Un profilo che ci si mette niente a capire che si tratta di un fake, dal momento che quello ufficiale del presidente della Regione Puglia è uno dei pochi “certificati”, in Italia.

Succede che ieri sera questo fake scrive una cosa tipo “Mi sta pervadendo il desiderio di paternità. Gianna Nannini dimostra che non ci sono limiti alla voglia di amare e procreare”. E succede che a ora di pranzo, in una domenica in cui evidentemente non c’era granchè da fare, l’Agenzia Italia (AGI) decida di passare la “notizia”, senza verificare. (edit: mi dicono che l’agi ha poi annullato la notizia, quasi cinque ore dopo averla passata, alle 19.13)

Ora, la cosa sembra sia passata quasi del tutto sotto silenzio, perché sembra che non sia stata ripresa. Gli unici ad accorgersene sono stati quelli de “L’inchiesta“. E quindi forse stavolta si evitano danni. Rimarranno soltanto una serie di commenti omofobi e razzisti lasciati su una bacheca di facebook di uno che aveva postato la falsa notizia. Pazienza.

Ma una riflessione seria sul nuovo giornalismo, su come si riprendono le notizie che si leggono in rete, sull’obbligo soprattutto di verificare quello che si pubblica, è necessaria. Altrimenti, allora si, non ci sarà più nessuna differenza tra twitter e un’agenzia di stampa, tra YouReporter e un tg Rai o Mediaset, tra un blog e un quotidiano registrato. Riflessione necessaria. L’alternativa è la lenta e triste agonia di tutti i media tradizionali.

Annunci

Written by skyene

5 febbraio 2012 a 19:44

Pubblicato su journalism, mondi, social

Tagged with , ,

che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: